Il caso Spalletti tiene banco: dopo le dimissioni di Roberto Mancini da ct della nazionale italiana, la Figc punta all’ex tecnico del Napoli.
Il presidente De Laurentiis però ha bloccato l’allenatore toscano, vincolato da una clausola. E inoltre spunta un retroscena clamoroso.
In casa Napoli non bastavano i casi sul rinnovo di Osimhen e le aspettative per il calciomercato. Ad animare l’estate dei campioni d’Italia ci ha pensato proprio l’Italia, nel senso della nazionale. L’addio improvviso di Roberto Mancini, con le sue dimissioni da commissario tecnico, hanno aperto subito il toto-nomi per il suo successore.
Immediatamente, è venuto fuori come profilo preferito quello di Luciano Spalletti. L’allenatore toscano ha lasciato il Napoli al termine del campionato vinto, spiazzando un po’ tutti. “Sono stanco, lascio per troppo amore”, le motivazioni più o meno convincenti del tecnico. Tifosi delusi e il presidente De Laurentiis spiazzato: nessuno si aspettava che Spalletti potesse dire addio all’improvviso, dopo uno scudetto vinto.
E soprattutto, il toscano aveva un altro anno di contratto. Nonostante è risaputo che De Laurentiis sia un presidente molto rigido nel far rispettare gli accordi, a Spalletti è stato concesso un “anno sabbatico”, che a dirla tutta sembrava essere una richiesta dell’allenatore. Essendo stanco e spossato, facendo capire di non essere sicuro di poter ripetere l’impresa, Luciano ha invocato un po’ di riposo. Tuttavia, questo famoso “anno” è stato poi rinnegato dallo stesso Spalletti, che ha accusato i giornalisti di esserselo inventato.
E in effetti l’anno sabbatico sono diventati i “due mesi sabbatici”, visto che il toscano – evidentemente – sarebbe pronto a tornare in panchina, quella della nazionale italiana. Tuttavia, dietro questo “stop” di un anno c’è un articolato accordo con De Laurentiis.
In sostanza il presidente ha accontentato Spalletti, accettando l’addio prematuro, ma a patto che il tecnico rimanesse fermo fino al giugno del 2024. Tecnicamente Spalletti sarebbe svincolato, ma per firmare con un’altra squadra (la nazionale non fa eccezione) dovrebbe pagare una pesante penale quantificata in un milione per ogni anno di contratto con la sua nuova società .
Per motivi che non sono del tutto chiari, si è mossa una levata di scudi che si aspetta che questa penale venga cancellata “in onore” della Figc. Nel senso che la nazionale italiana non dovrebbe essere considerata come un club qualsiasi.
Idea che De Laurentiis ha respinto con un comunicato molto duro. Se Spalletti vuole l’Italia, quindi, dovrà pagare la penale, o la Figc dovrà farlo al posto suo. E a proposito del tormentato addio di Spalletti al Napoli, il quotidiano “La Stampa” riporta un retroscena: il 13 maggio allenatore e presidente cenarono insieme. De Laurentiis era pronto per il rinnovo, ma l’allenatore rilanciò dicendo che invece del prolungamento voleva andare via.
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