Una intercettazione telefonica ha visto protagonista il presidente del Coni Giovanni Malagò e un ex manager di una tv privata.
Il calcio non è mai stato esente da scandali di vario tipo, anzi dagli anni di Calciopoli in poi si sono moltiplicati con il mondo dirigenziale del pallone che ha subito importanti ripercussioni di tipo giudiziario.
Oggi tocca al presidente del Coni, Giovanni Malagò, che è stato “beccato” in una serie di intercettazioni telefoniche, contenute negli atti depositati alla procura di Milano, mentre conversava con un ex manager di una tv privata. Come è facile pensare, in questa vicenda sono protagonisti i diritti televisivi legati alla trasmissione delle partite del triennio 2018-2021, ma anche una serie di nomine legate alla Serie A.
Ripercorriamo la vicenda sin dall’inizio, ovvero da quando Malagò era ancora lontano dal diventare il numero uno dell’organizzazione sportiva più importante in Italia, il Coni. Infatti all’epoca, parliamo del luglio 2020, Malagò era presidente commissario della Lega Serie A e si trovava a dirigere l’assemblea che avrebbe poi eletto a presidente della stessa Lega. Inutile dire che erano momento molto complicati per il nostro calcio dal punto di vista dirigenziale e non.
All’epoca Malagò era sotto indagine per falso e assieme all’ex amministratore delegato di Sky Italia Andrea Zappia si distinse per una serie di dichiarazioni poco delicate nei confronti dei presidenti allora più predominanti come Claudio Lotito, presidente della Lazio, ed Enrico Preziosi, ex numero uno del Genoa.
Sia Malagò, diretto interessato alla vicenda essendo lui all’epoca il presidente-commissario della Lega Calcio che Zappia, oggi amministratore delegato di Sky per il continente europeo, parlarono senza freni di alcuni presidenti e dei loro comportamenti non sempre ritenuti democratici. Nelle telefonate intercettate e trascritte il numero uno del Coni parlò anche con Massimo Bochicchio, un broker noto per aver truffato var personaggi illustri.
La frasi che hanno imbarazzato tutto l’establishment sportivo italiano sono state rese note dal quotidiano Repubblica in un articolo dell’edizione odierna. Malagò nelle intercettazioni con Zappia definì Lotito il “capo“, ovvero colui che tirava le fila di tutto il mondo calcistico. Preziosi invece viene bollato come un “vero pregiudicato“. Ma la frase più forte la si sente quando Malagò giudicava la fresca nomina di Miccichè, il quale prese il suo posto come presidente della Serie A. “È ridicolo dopo quello che avevi cercato tu di dare ordine a questi sciammanati“, afferma Zappia. “Infatti è quello che mi rinfacciano – risponde Malagò– uno statuto, una governance, gli avevo trovato una persona di livello. Questi sono delinquenti veri”, sottolinea il presidente del Coni
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