Che Carlo Ancelotti sia un vincente vi sono ormai pochi dubbi, sia da calciatore che da tecnico ha segnato un’era con il suo stile e il suo aplomb. Il racconto dell’ex calciatore su di lui ha lasciato tutti senza parole.
Ad oggi, Re Carlo è uno degli assoluti totem del calcio mondiale capace di portare quasi sempre le sue squadre alla vittoria.
Titoli su titoli, Re Carlo più in alto di tutti
Agli albori della sua carriera da allenatore, Carletto Ancelotti era definito, e si definiva, un sacchiano. La sua ossessione per la tattica e per l’organizzazione delle squadre lo aveva addirittura portato ad opporsi, con successo, all’approdo di Roberto Baggio al suo Parma. I suoi concetti di gioco non prevedevano l’estro e la fantasia. La sua grande forza, però, è stata quella di saper cambiare e saper mettere in discussione le sue ideologie.
Nel suo periodo buio alla Juventus è riuscito a mettere al centro del progetto Zinedine Zidane, troppo forte il francese per rimanere imbrigliato in dettami tattici asfissianti. Passato al Milan anche qui contribuisce all’esplodere di un giocatore meraviglioso, una forza della natura: Ricardo Kaká. Proprio con il Milan arrivano i primi pesanti successi sia in Italia ma soprattutto in Europa. Con i rossoneri conquista tre finali di Champions League vincendone due e perdendo in modo rocambolesco la leggendaria finale di Istanbul contro il Liverpool di Benitez.
Dopo le parentesi poco fortunate al Napoli e all’Everton il Real Madrid decide di richiamarlo ancora una volta sulla panchina merengue. Carlo nell’anno del suo ritorno vince la sua prima Liga e la quarta Champions League, la seconda con la Casablanca. Diventa recordman di Champions vinte da allenatore e diventa anche il primo tecnico a vincere tutti e 5 i top campionati in Europa.
Il segreto di Ancelotti: la rivelazione del calciatore spiega tutto
Oltre all’immensa conoscenza calcistica, la peculiarità di Carlo Ancelotti consiste nella gestione dei suoi spogliatoi. Escludendo le particolari esperienze al Napoli e al Bayern, dove la struttura pre-esistente ha combattuto contro le metodologie del tecnico emiliano, tutte le sue esperienze in panchina sono state accomunate da un approccio diretto, rilassato e calmo.