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Io sono Ringhio Starr: come Gattuso si è preso il Napoli

Entrato in punta di piedi, “Ringhio Starr” Gattuso si è preso il Napoli. E lo ha fatto a modo suo, mettendoci tanta grinta e usando il bastone quando necessario

Gennaro Gattuso (Getty Images)

In un mondo di John e di Paul lui è Ringhio Starr. Avercene, di Ringhio o di Ringo Starr che dir si voglia. Il batterista è l’anima del gruppo, è quello che tiene il tempo della squadra, quello che sa quando picchiare e quando invece toccarla più piano. Gattuso con Allan ha picchiato duro, una scaricata di “ride” che è servita a svegliare il brasiliano dal torpore, a creare la tensione giusta per poi provare a tornare al ritmo giusto. Una scelta che sembra aver pagato così come alla lunga stanno pagando tante scelte di Gattuso sul piano comportamentale. Tutti sulla corda, sempre e comunque, gioca solo chi sta bene, al di là del blasone. E il gruppo ha risposto nel migliore dei modi: il chiarimento dopo la Fiorentina è servito per capire che una stagione anonima non serve a nessuno, e così è ripartita la macchina azzurra. Da lì in poi Juve, Lazio e Inter, le prime tre in classifica, sono cadute sotto i colpi di timpano di Gattuso e di quei ragazzi talentuosi che all’improvviso sembravano diventati dei brocchi senza speranza. Bastava allenarsi bene, bastava correre nel modo giusto e coprire bene il campo. Fabian Ruiz, da passeggiatore a maratoneta, a Cagliari è stato l’azzurro che ha corso più di tutti, quasi 12 km in una gara. E che dire di Manolas, bodyguard che ha ritrovato prestazioni e grinta, e per capirlo basta guardare l’abbraccio con l’allenatore a fine partita. C’è ancora qualche imprecisione tecnica, dal gioco non eccelso alla gestione dei cambi a quell’ansiogena impostazione dall’area piccola, ma almeno adesso il Napoli sembra tornato alle cose semplici: spogliatoio unito e voglia di vincere. Per ora tanto basta. In un mondo di maestri – di ipocrisia – e di scienziati pazzi bastava semplicemente essere normali, per uscire da questo tunnel. In un mondo di John e di Paul lui è Ringhio Starr. E va benissimo così.

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Simone Tortoriello

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