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KICKOFF – In questo mondo di Raiola, per fortuna c’è anche Hamsik

Ha fatto molto discutere quanto avvenuto ieri con l’improvviso strappo tra il Milan e Gianluigi Donnarumma. La società rossonera, dopo un colloquio con Mino Raiola che assiste il 18enne portiere di Castellammare di Stabia, ha annunciato la fumata nera in una apposita conferenza stampa convocata subito dopo la fine del summit. E la notizia ha lasciato di stucco non solo i tifosi rossoneri ma anche quelli delle altre squadre, oltre naturalmente alla stampa.

Fa sensazione che un ragazzo che possiede i numeri per sfondare ma che di errori in campo ne ha commessi quasi al pari delle prodezze compiute, dica di no ad una offerta complessiva da oltre 20 milioni di euro a stagione per i prossimi 5 anni, per di più proposti da quella che è la sua squadra del cuore, la cui maglia ha baciato ed affermato di amare. C’è di mezzo Raiola però, un personaggio che tutti noi conosciamo e che aveva tentato di fare qualcosa del genere anche al Napoli ormai alcuni anni fa, nel 2011.

Napoli, quando Raiola volle portarti via Hamsik

Il riferimento è a Marek Hamsik, che da molto tempo è legato al proprio procuratore Juraj Venglos, il quale a sua volta vanta rapporti stretti con lo stesso Raiola. E Mino, sagace, abile e furbo come nessun’altro, aveva provato a sconvolgere il calciomercato Napoli provando a privare i partenopei di quello che è il suo simbolo. Per fortuna non riuscendoci, grazie all’etica, al senso di gratitudine e di riconoscimento ed alla forte morale che sono propri di Hamsik. Lo slovacco era ancora giovane a quei tempi, ma già era diventato un elemento imprescindibile per gli azzurri. E disse chiaro e tondo: “Fino a che sarò felice, rimarrò qui”. Da quel momento ponti rotti con Raiola, che avrebbe voluto portare Hamsik al Milan e percepire una commissione multimilionaria dal trasferimento: il più abile degli agenti sportivi giustificò poi quello che è stato praticamente il suo unico fallimento in una carriera costellata di affari clamorosi (Ibrahimovic e Pogba tra gli altri) parlando di “filosofie diverse: io ero cattolico, lui protestante, non potevamo stare nella stessa chiesa. Allora avrebbe dovuto lasciare il Napoli in cambio di 60-70 milioni, ed oggi invece quanto vale?”. Tanto, tantissimo. Perché Hamsik è un grande calciatore ed anche un grandissimo uomo.

Salvatore Lavino

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