Ha approfittato del mezzo stop dell’eterno rivale Cristiano Ronaldo, che con la Juve ha segnato, si, ma non ha esaltato assolutamente la platea. E cosi, Lionel Messi da Barcellona, città non d’origine ma ormai d’appartenenza, s’è ripreso il primo posto sul podio del migliore del mondo, ammazzando il Bayern monumentale del suo ex mentore Guardiola. Due gol: di sciabola il primo, di fioretto il secondo. Potenza e guanto fino, forza e classe da vendere. È tornato il Messia pallonaro, l’alieno più vicino a quel concetto unico inarrivabile di calciatore che era Maradona. Bisognerà portare Leo al San Paolo, allora…
A cura di Gennaro Arpaia (Twitter: @gennarojenius9)
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